Award #2018
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Durante la manifestazione "BEST KLIMAHAUS 2008" sono stati premiati i migliori progetti CasaClima dell'anno 2007. L'assessore Michl Laimer, il presidente dell'Agenzia CasaClima Prof. Konrad Bergmeister e il direttore dell'Agenzia CasaClima Norbert Lantschner hanno consegnato ai premiati il Cubo d'oro CasaClima.

La giuria "Best CasaClima 2007":
 
Cristina Benedetti Università La Sapienza, Roma
Siegfried Camana Presidente ANAB, Milano
Georg Felderer Studio tecnico, Energytech Bolzano
Georg Pichler Direttore dell'uffico aria rumore, Bolzano
Norbert Lantschner Direttore dell'Agenzia CasaClima, Bolzano
Ulrich Klammsteiner Agenzia CasaClima, Bolzano

Tutti i progetti 2008

Camera di commercio Bolzano

A poca distanza dal cuore commerciale ed antico della città di Bolzano, il nuovo volume vetrato sede della Camera di Commercio, dell’Istituto per la Promozione dello Sviluppo economico e dell’EOS -Organizzazione Export A ...
Camera di commercio Bolzano
Classe CasaClima/Certificazione:
CasaClima A+
Committente:
Camera di commercio
Ubicazione:
Bolzano
Progettazione architettonica:
Arch. Thomas Simmerle
Progettazione impiantistica:
Ing. Norbert Klammsteiner, Ing. Erwin Mumelter, Ing. Michele Carlini
Info:
A poca distanza dal cuore commerciale ed antico della città di Bolzano, il nuovo volume vetrato sede della Camera di Commercio, dell’Istituto per la Promozione dello Sviluppo economico e dell’EOS -Organizzazione Export Alto Adige - riconfigura lo spazio urbano fra il Nuovo Teatro Comunale e via Alto Adige, proponendosi come nuova porta d’accesso al centro storico. Progettato dall’architetto Wolfgang Simmerle, vincitore di un concorso europeo indetto nel lontano 1999, l’edificio coniuga funzionalità e rappresentatività celando, dietro la semplicità e la leggerezza della volumetria esterna, una sorprendente articolazione spaziale interna giocata sul concetto di tridimensionalità.
All’interno della struttura vetrata, posta in posizione angolare, si sviluppa infatti un intricato gioco di volumi chiusi e spazi aperti, anche a tutta altezza ,che si alternano in sequenze prospettiche e trasparenze di grande fascino.“Una melodia tridimensionale in cui si fondono profondità,larghezze ed altezze”come afferma l’architetto Simmerle, sempre nel segno di quella linearità e sobrietà architettonica che caratterizza l’edificio fin dall’esterno.
Il piano terra, rialzato rispetto al piano stradale, è completamente aperto e permeabile e si apre in altezza con un’ampia corte illuminata zenitalmente su cui si affacciano i volumi vetrati delle sale per conferenze, degli uffici, delle biblioteche.
La permeabilità visiva garantita dall’ampio uso del vetro caratterizza tutti gli spazi, anche i luoghi di lavoro, senza inficiarne in ogni caso la privacy ma arricchendoli, a seconda della posizione, di ampie visuali sia verso l’interno che verso l’esterno.


Un involucro trasparente ma efficiente
La peculiarità di un edificio interamente in vetro di grandi dimensioni, con spazi fino a 25 metri di altezza, ha richiesto un’attenta progettazione energetica in grado di garantire un elevato comfort per gli utenti in tutte le stagioni. Il tutto cercando di ridurre al minimo la quantità di energia impiegata che normalmente per edifici ad uffici risulta elevata sia in fase di riscaldamento, che di raffrescamento, che per il controllo dell’umidità dell’aria interna.
La scelta di un involucro innovativo ma con buone proprietà  termoisolanti è stato un primo passo: per le parti trasparenti della facciata si è infatti potuto ottenere un valore Uw inferiore a 1,3 W/m²K mentre le porzioni opache marcapiano in pannelli di acciaio inossidabile garantiscono un valore di trasmittanza termica inferiore a 0,34 W/m²K. La facciata degli spazi ad ufficio ha un fattore solare di circa 0,45  e riesce a massimizzare gli apporti gratuiti durante la stagione invernale. Per contenere i carichi solari estivi e quindi evitare il surriscaldamento degli ambienti interni, all’esterno della vetrata termoisolante è stato inserito un sistema di ombreggiamento meccanico, che risulta coperto da un ulteriore lastra di vetro posta verso l’esterno. Per le vetrate degli spazi aperti, senza frangisole esterni, sono invece stati scelti vetri con un g ≤ 0,3.


Energia da fonti rinnovabili
Per quanto riguarda la produzione di energia, l’esigenza di ridurre il più possibile i costi di gestione ha portato fin da subito a pensare di affidarsi in modo prioritario a fonti energetiche rinnovabili.
Il carico di base sia in fase di riscaldamento che di raffrescamento è quindi coperto da un impianto geotermico che scambia calore con il terreno attraverso tubature inserite nei micropali di fondazione. In fase di riscaldamento viene utilizzata una pompa di calore reversibile, in fase di raffreddamento si lavora in parte in “free-cooling” -raffrescamento libero- e per il resto con una pompa di calore reversibile la cui efficienza, grazie allo scambio termico con terreno, è in questa fase nettamente maggiore a quella di una macchina frigorifera raffrescata  ad aria esterna.
L’impianto funziona a bassa temperatura: caldo d’inverno e fresco d’estate sono distribuiti nei diversi spazi lavorativi  attraverso un controsoffitto radiante di tipo metallico, mentre atri e spazi di distribuzione sono dotati di pannelli radianti a pavimento. Il sistema di riscaldamento radiante a bassa temperatura consente una produzione efficiente del calore e nello stesso tempo garantisce anche un elevatissimo comfort: gli ambienti sono infatti riscaldati e raffrescati in modo uniforme, con un basso gradiente di temperatura anche per spazi molto alti e senza spiacevoli moti d’aria tipici degli impianti di climatizzazione tradizionali. Quanto al carico di punta del riscaldamento, esso è coperto da una caldaia a condensazione alimentata a gas metano, che lavora sempre ad un livello di efficienza elevato grazie alle basse temperature di sistema. Il carico di punta in fase di raffrescamento estivo viene coperto invece da chiller raffreddati ad aria; l’utilizzo di più macchine di piccola taglia permette di ottimizzare la parzializzazione del carico.

Comfort elevato all’insegna del risparmio
L’esigenza prioritaria di un’elevata qualità dell’aria all’interno di un edificio per uffici è stata soddisfatta da un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore. Questo garantisce contemporaneamente l’introduzione di aria fresca ricca di ossigeno senza grandi perdite termiche: è inoltre possibile controllare il valore di umidità  relativa mediante sistema di umidificazione nel periodo invernale e deumidificazione in quello estivo.
In questo modo all’interno degli ambienti lavorativi vengono mantenute in tutte le stagioni condizioni igro-termiche ottimali. Sia d’estate che d’inverno parte dell’energia elettrica consumata dall’edificio è prodotta  da un impianto fotovoltaico installato parte in copertura, parte in facciata.
Grazie alle oculate scelte energetiche e alla preferenza per fonti energetiche rinnovabili l’edificio ha potuto avvalersi della certificazione Casaclima A+. Il risparmio di energia primaria rispetto ad un impianto tradizionale è stato valutato in circa un 20%, mentre la riduzione dei costi per l’approvvigionamento energetico è stimata in un 14%. A testimonianza della sostenibilità ambientale dell’intero progetto è stata prevista una riduzione annua di emissioni di CO2 di circa 38 tonnellate, circa un 16,5% in meno rispetto ad un edificio standard.
 
Giudizio giuria
Interni articolati e grande comfort ambientale, nel pieno rispetto di una corretta politica energetica, per un edificio per uffici di grandi dimensioni.

Municipio San Lorenzo

Collocato al centro del paese, in prossimità della chiesa, là dove precedentemente sorgeva un imponente fienile, il nuovo Municipio di San Lorenzo di Sebato va a ridefinire l’assetto urbanistico del piccolo borgo rimodel ...
Municipio San Lorenzo
Classe CasaClima/Certificazione:
CasaClima Gold
Committente:
Comune San Lorenzo
Ubicazione:
San Lorenzo (BZ)
Progettazione architettonica:
Arch. Kurt Egger, Arch. Armin Pedevilla
Info:
Collocato al centro del paese, in prossimità della chiesa, là dove precedentemente sorgeva un imponente fienile, il nuovo Municipio di San Lorenzo di Sebato va a ridefinire l’assetto urbanistico del piccolo borgo rimodellando con la sua imponente volumetria sia la piazza ovale della chiesa verso sud, sia la piazza della scuola a nord.
L’edificio, frutto di un concorso di progettazione bandito dall’amministrazione comunale nel 2004 e vinto dagli architetti Egger e Pedevilla, si presenta  come un’architettura autenticamente contemporanea inserita nel tessuto urbanistico esistente secondo un principio di continuità. Dal fitto tessuto edilizio a cui si affianca, il statuario volume intonacato riprende infatti l’austera compattezza e lo sviluppo in verticale, reinterpretando liberamente altri elementi come la forma dei tetti o delle aperture.

Spazi funzionali e ben illuminati
L’edificio, che si sviluppa in direzione est-ovest con una copertura a doppia falda asimmetrica, accoglie al suo interno su tre piani gli spazi dell’amministrazione comunale ed una biblioteca pubblica. Al municipio si accede attraverso un ampio fronte vetrato che taglia al piano terra la facciata est dell’edificio, leggermente piegata per meglio relazionarsi con la piazza della chiesa antistante. Dall’ingresso si raggiunge un ampio foyer allestito con un’esposizione permanente sul sito archeologico di S.Lorenzo di Sebato e da cui è possibile proseguire alla grande sala multifunzionale collocata sul retro e attraverso una scala a rampa unica illuminata dall’alto, agli uffici comunali ospitati al primo e secondo piano. Gli uffici sono dotati in massima parte di aperture rivolte a nord per garantire all’interno un buon comfort visivo senza  fenomeni di abbagliamento dovuti alla luce diretta: si evita in questo modo la presenza di sistemi oscuranti presenti invece sulle altre facciate più esposte. Gli uffici del sindaco, del segretario comunale e della segreteria sono invece orientati verso la piazza della chiesa. A ciascun piano è presente un blocco servizi con bagni, locale informatico ed archivio.
Gli spazi della biblioteca si sviluppano su due piani a partire dall’ingresso collocato accanto a quello del municipio. Al piano terra trovano posto la zona bambini e l’emeroteca, mentre al piano superiore sono accolti gli spazi di lettura illuminati con luce naturale che entra sia dalle ampie vetrate verso la piazza della chiesa e verso il cortile della scuola, sia da fasce vetrate sui lati sud e nord. Le grandi aperture a filo facciata, disegnate per rendere visibile la biblioteca all’esterno e le vetrate di dimensioni più ridotte, incassate nei muri, a rimarcare l’aspetto massiccio dell’edificio, sono posizionate e dimensionate in accordo con le necessità funzionali dell’interno.

Consumi ottimizzati per il massimo comfort
La costruzione di un edificio a bassissimo consumo, con un fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale inferiore ai 10 kWh/m²a, va incontro alle crescenti necessità delle amministrazioni pubbliche di abbattere i costi d’esercizio, manutenzione e gestione che per questi edifici risultano normalmente molto elevati. Nello stesso tempo deve garantire il comfort  di utenti e dipendenti grazie ad una temperatura equilibrata e stabile ed una buona qualità dell’aria.
Questi obiettivi di comfort e di efficienza energetica sono stati raggiunti nel Municipio di San Lorenzo di Sebato integrando diverse misure. La prima è stata quella di ridurre il più possibile le perdite energetiche dell’involucro: per questo è stata scelta una volumetria molto compatta e con un involucro ben isolato (cappotto esterno in polistirene espanso con spessori da 20 cm per le pareti,isolamento con lana di roccia  da 30 cm per la copertura, vetri termoisolanti a tre strati con un valore Uw di 0,85 W/m²K). L’efficienza degli impianti è garantita invece da un sistema di riscaldamento a bassa temperatura alimentato da caldaia a condensazione e da un impianto di ventilazione meccanica centralizzato con un’efficienza nel recupero di calore del 90%. Grazie ad uno scambiatore a terreno per il preriscaldamento dell’aria in ingresso l’efficienza risulta ulteriormente incrementata. Non da ultimo, la regolazione di temperatura e ricambi d’aria all’interno di ogni ambiente in funzione delle diverse esigenze, ha permesso di ottimizzare i consumi garantendo nello stesso tempo un comfort quasi ”su misura”.
 
Giudizio giuria
Volonta' politica, scelte energetiche corrette ed un esemplare inserimento urbanistico sottolineano la filosofia CasaClima.

Asilo Andriano

Esito di un concorso di progettazione indetto dal Comune di Andriano nel 2005, la nuova scuola materna progettata dagli architetti Gilbert e Michael Dejori occupa un’area poco distante dal centro, in mezzo ai vigneti, su ...
Asilo Andriano
Classe CasaClima/Certificazione:
CasaClima A+
Committente:
Comune Andriano
Ubicazione:
Andriano (BZ)
Progettazione architettonica:
Arch. Gilbert Dejori, Arch. Michael Dejori
Info:
Esito di un concorso di progettazione indetto dal Comune di Andriano nel 2005, la nuova scuola materna progettata dagli architetti Gilbert e Michael Dejori occupa un’area poco distante dal centro, in mezzo ai vigneti, su cui sorgeva un vecchio fienile pericolante. 
Nell’estate 2006 sono stati avviati i lavori con la demolizione della vecchia struttura; nell’autunno 2007 la scuola materna ha potuto accogliere i suoi primi piccoli ospiti.

Costruire con il paesaggio
L’edificio si presenta  come un corpo ad un unico piano su un terreno in leggera pendenza. Il tetto a verde estensivo segue con la sua inclinazione questa pendenza, per poter aprire una prima parte dell’edificio, leggermente rialzata, verso una zona verde e verso il paese. La costruzione ripropone con il cambiamento dei  suoi materiali lasciati naturali  le meravigliose tonalità di colore del paesaggio circostante: pino cembro non trattato per la facciata, legno di rovere oliato per pavimenti e arredamenti, ferro grezzo per le parti portanti.
Tutti gli elementi della costruzione come lampade, lucernari, arredi, venature dei pavimenti in legno seguono la linearità dei filari di vite (direzione Nord-Sud).Tutte le funzioni dell’edificio sono organizzate invece parallelamente alla pendenza: ingresso, foyer, amministrazione  e cucine nella parte posteriore; ambedue le sezioni dell’asilo con ognuno guardaroba, lavatoio e servizi igienici, aula per i lavori di gruppo e aula per il gioco, sessanta centimetri più in basso nella parte anteriore. Attraverso la differenza di livelli l’inclinazione della pendenza esterna viene così portata anche all’interno. Un’ampia terrazza con una scala esterna conduce infine dalle stanze per il gioco  allo spazio libero antistante.

Soluzioni a misura di bambino
Il visitatore che entra nel nuovo asilo può riconoscere già dal foyer tutti gli spazi di ambedue le sezioni. Porte interamente vetrate garantiscono infatti la trasparenza e la visione d’insieme. L’accesso alle diverse aule avviene attraverso comode rampe, lungo le quali sono allineati i guardaroba. I lavatoi ed i servizi igienici sono invece direttamente raggiungibili dall’aula. Le aule per il gioco, a diretto contatto fra loro, possono essere unite assieme attraverso lo spostamento e la trasformazione del mobilio ottenendo una grande aula per gli spettacoli.
La vera ricchezza di questo luogo è però il suo straordinario panorama a 180°. Le vetrate a tutta altezza permettono anche ai bambini la vista verso l’esterno, sulla Val d’Adige in basso, sul monte Tschöggel di fronte e verso il cielo in alto. Il paesaggio inquadrato dalle ampie finestre si trasforma così all’interno in tanti quadri sulle cui cornici i bambini possono sedersi. Piccole finestre circolari ricavate nelle pareti interne ad altezza di bambino permettono loro di gettare uno sguardo in cucina e negli uffici.

Efficienza energetica e comfort nel rispetto dell’ambiente
L’involucro in calcestruzzo armato con isolamento in lana di roccia da 16 cm  è chiuso da una facciata ventilata rivestita in assi di pino cembro non trattato a richiamare il vecchio fienile che per decenni aveva occupato questo spazio. Le ampie vetrate utilizzano vetri a doppio strato termoisolanti con un valore Ug di 1,1 e con protezione solare. Tutte le vetrate, compresi i lucernari in copertura, sono dotati di dispositivi meccanici o manuali per l’oscuramento. Un tetto a verde estensivo su struttura in legno, coibentato con 24 cm  di lana di roccia chiude superiormente l’involucro. L’ampia terrazza che conduce all’aperto può essere trasformata nella stagione fredda in un giardino d’inverno, che si comporta come buffer-zone, grazie a degli elementi in vetro movibili e fissabili manualmente che durante la stagione estiva possono essere altrettanto semplicemente impacchettati.
L’intero edificio è riscaldato tramite un sistema a bassa temperatura a pavimento alimentato da una caldaia a pellet. Un impianto di ventilazione meccanica ad alta efficienza permette un ricambio d’aria senza grandi sbalzi di temperatura e senza fastidiose correnti d’aria. L’impianto è inoltre dotato di sistema automatico di filtraggio dell’aria di ricambio per garantire la massima salubrità negli ambienti. L’aria ha la possibilità di essere preriscaldata in inverno e preraffrescata in estate grazie ad uno scambiatore a terreno: in questo modo nella stagione calda non è richiesta altra climatizzazione.


 
Giudizio giuria
Felice inserimento ambientale e scelta dei materiali naturali ad alta valenza didattica per uno spazio a misura di bambino.

Scuola elementare Montelupo fiorentino

L’iniziativa virtuosa dell’amministrazione comunale di Montelupo Fiorentino che per la costruzione di un nuovo edificio scolastico decise di investire su un progetto che  coniugasse risparmio energetico, bioarchitettura ...
Scuola elementare Montelupo fiorentino
Classe CasaClima/Certificazione:
CasaClima A
Committente:
Comune Montelupo fiorentino
Ubicazione:
Montelupo fiorentino (FI)
Progettazione architettonica:
Dott. Ing. Andrea Buzzetti
Info:
L’iniziativa virtuosa dell’amministrazione comunale di Montelupo Fiorentino che per la costruzione di un nuovo edificio scolastico decise di investire su un progetto che  coniugasse risparmio energetico, bioarchitettura ed elevato comfort per gli utenti è stata premiata nell’ottobre scorso con la consegna della prima targhetta CasaClima A della Toscana. La progettazione della nuova scuola elementare, affidata dall’amministrazione all’ingegner Andrea Buzzetti, si è avvalsa delle competenze in campo energetico di alcuni consulenti esperti CasaClima riuniti nell’associazione culturale ARCHinNOVA.

Un approccio bioclimatico
L’edificio, disposto su tre livelli, presenta un volume compatto per minimizzare le dispersione energetiche. Lo studio delle geometrie solari per un corretto orientamento e distribuzione dei vani interni ha permesso di sfruttare al meglio gli apporti solari per la climatizzazione invernale, garantendo allo stesso tempo un adeguato comfort visivo nelle aule. I vani di distribuzione sono stati per questo posti sul lato sud: ampie vetrate permettono di sfruttare al massimo l’effetto serra nel periodo invernale mentre una schermatura con una pensilina adeguatamente inclinata impedisce al sole di entrare durante la stagione estiva,evitando il surriscaldamento. Le aule sono invece collocate a nord per godere della luce indiretta: si evitano così fenomeni di abbagliamento sul piano di lavoro. Alte vetrate collocate sulla parete che le divide dai corridoi consentono in ogni caso alla luce diretta di penetrare dall’alto, aumentando la sensazione di benessere legata all’irraggiamento solare diretto. I servizi igienici sono stati realizzati sul lato ovest dell’edificio, con vetrate verticali, che sfruttano l’ombra generata dall’edifico adiacente durante il pomeriggio, schermando quindi il sole diretto dei mesi più caldi.

Comfort ambientale all’insegna dell’efficienza
Molto importante è stata in questo intervento, vista anche la tipologia di utenti a cui si rivolge, la scelta dei materiali che è ricaduta in massima parte su materiali biocompatibili con basse o nulle emissioni durante la produzione e il ciclo di vita.
Particolare cura è stata posta nell’ isolamento dell’involucro esterno dove per le pareti è stato utilizzato un cappotto in fibra di legno. L’involucro ben coibentato ha permesso di arrivare ad un fabbisogno calcolato per riscaldamento di 21 kWh/m²a .
Anche le scelte impiantistiche per la copertura dei fabbisogni energetici dell’edificio sono mirate alla sostenibilità. L’energia gratuita dal sole è stata sfruttata dai pannelli solari posti in copertura con i quali si copre tutto il fabbisogno di acqua calda ed anche il 30% del fabbisogno di riscaldamento. Il rimanente fabbisogno è coperto da due caldaie a gas a condensazione. L’edificio è inoltre dotato di impianto di ventilazione controllata a portata variabile per il ricambio d’aria ed il controllo dell’umidità.
Per ottimizzare l’efficienza degli impianti sia termici che elettrici si è utilizzata la domotica. Fra  i  dispositivi  presenti, un controllo della luce artificiale che permette di graduarla in funzione della luce naturale e delle persone presenti in un locale, un controllo degli impianti termici e della loro integrazione; un dispositivo che misura la quantità di CO2 emessa dall’edificio.
Si è puntato anche alla riduzione dei consumi di acqua potabile mediante un sistema di raccolta delle acque piovane che vengono utilizzate sia nei servizi igienici sia per l’irrigazione degli spazi esterni.


La certificazione energetica è una sfida culturale
L’amore per l’ambiente caratterizza le azioni, o meglio da queste ultime si deve partire per contribuire alla diffusione di una nuova mentalità del costruire. Ne è convinta Rossana Mori, sindaco di Montelupo Fiorentino, che spiega così la scelta di costruire il polo scolastico secondo i criteri del risparmio energetico.
“La filosofia dell’amministrazione che rappresento -dice- è individuare soluzioni pratiche per concretizzare la scelta dell’ecosostenibilità. Tutte le opere pubbliche realizzate ed in corso di realizzazione dal 2004, anno del mio insediamento, seguono questo principio.”.
Di quale strumento vi siete dotati per perseguire l’obiettivo del risparmio energetico?
“Abbiamo costituito un gruppo di lavoro interno, che ha seguito il progetto passo dopo passo, in modo tale da mantenere l’insieme delle conoscenze al nostro interno e far crescere in competenza, l’organizzazione”.
Quale valore sociale ha avuto la realizzazione del primo polo scolastico in architettura sostenibile?
“La realizzazione del polo scolastico ha come obiettivo anche quello di far crescere le giovani generazioni, facendole riflettere sul significato di risparmio energetico, sulla necessità di rivedere i comportamenti alla luce del fatto che le fonti energetiche si stanno esaurendo”.
Quali sono i vostri obiettivi futuri?
“L’obiettivo comune a tutti gli interventi sarà quello di realizzare costruzioni ad impatto zero. Vorremmo porci come esempio per il privato, creare le basi per una cultura dell’ecosostenibilità alla quale possano attingere anche le imprese private. A questo proposito, stiamo predisponendo un regolamento edilizio sostenibile, che andrà a coinvolgere i 15 Comuni che fanno capo a Montelupo Fiorentino. Sarà uno strumento normativo, che detterà regole precise in fatto di risparmio ed efficienza energetica e che metterà in condizione i privati di costruire secondo nuovi principi. Nel prossimo biennio poi realizzeremo un altro polo scolastico sempre secondo gli stessi principi”.
Perché avete scelto di certificare secondo i criteri CasaClima?
“La certificazione è un obiettivo al quale tendere, perché richiede parametri di qualità ed efficienza molto stringenti ed è quindi una garanzia sull’esecuzione dell’opera. Ma è anche una sfida culturale, perché può contribuire a cambiare una mentalità. Va sfatato poi il mito, secondo il quale questa metodologia costruttiva sia più onerosa di quella tradizionale, perché in realtà nel tempo porta ad un beneficio economico molto maggiore. Purtroppo il processo sarà lungo, perché significa abbandonare una cultura sedimentata da anni ed anni di pratiche, ma che non risponde più alle necessità del paese”.


 
Giudizio giuria
La filosofia CasaClima esce dal territorio altoatesino: cura dei dettagli e comfort ambientale per un edifico a basso consumo energetico.

Casa Glauber

Il risanamento energetico del patrimonio edilizio esistente costituisce la più grande sfida dei prossimi anni: il costruito costituisce infatti il settore con il più alto potenziale di risparmio sia in termini di energia ...
Casa Glauber
Classe CasaClima/Certificazione:
CasaClima A+
Committente:
Hans Glauber
Ubicazione:
Bolzano
Progettazione architettonica:
Arch. Manuel Benedikter
Info:
Il risanamento energetico del patrimonio edilizio esistente costituisce la più grande sfida dei prossimi anni: il costruito costituisce infatti il settore con il più alto potenziale di risparmio sia in termini di energia impiegata sia per quanto riguarda le emissioni di CO2.
Con  questa convinzione Hans Glauber, presidente dell’Ökoinstitut e da anni impegnato nella tutela del clima, ha dato avvio nel 2006 alla ristrutturazione di un ala del palazzo Kofler a Bolzano, di sua proprietà.
L’ala ad un piano, costruita in tempi di poco successivi al palazzo principale, che risale al 1749 e che nel 1769 ospitò anche Wolfgang Amadeus Mozart, serviva un tempo come limonaia. Solo nel 1925 la limonaia fu trasformata in abitazione: furono  rimpicciolite le grandi vetrate ed inserite una serie di tramezze interne con un’infilata di passaggi centrali.

Obiettivi ambiziosi oltre ogni vincolo
Gli obiettivi del proprietario per il restauro erano ambiziosi: recuperare in modo completo il carattere architettonico originario della limonaia, con le sue ampie vetrate, ed allo stesso tempo risanare energeticamente l’edificio per abbassare drasticamente il considerevole fabbisogno energetico che si aggirava sui 450 kWh/m²a, in modo da raggiungere lo standard CasaClima A.
Un progetto impegnativo  anche in considerazione delle condizioni di partenza: l’orientamento est -ovest non ottimale per i guadagni solari, una forma allungata, poco compatta e quindi molto disperdente, la volontà del proprietario di mantenere le piante ed il verde esistente e non ultime le esigenze degli organi di tutela, essendo il bene soggetto a vincolo. Una sfida davvero speciale raccolta con entusiasmo dall’architetto Manuel Benedikter e dai suoi collaboratori. Ne è nato un progetto innovativo, che ha saputo coniugare le esigenze del risanamento energetico con quelle della tutela, superando le non favorevoli condizioni di partenza. Un progetto la cui innovazione non sta tanto nelle singole soluzioni adottate ma nel gioco complesso in cui queste si combinano.

Un gioco complesso di soluzioni
Una complessità che si legge già nelle scelte di isolamento dell’involucro. A causa dei vincoli imposti dagli organi di tutela e per ragioni di carattere economico, che hanno portato a rinunciare ad un isolamento tutto dall’interno con pannelli isolanti sottovuoto (VIP), si sono combinati, in una prassi non molto comune, isolamento interno ed isolamento esterno. Le facciate est e nord in pietra sono state quindi coibentate dall’interno con pannelli in lana di roccia con barriera al vapore sul lato interno per evitare fenomeni di condensa; per la facciata ovest, rimodellata per recuperare le antiche aperture vetrate della limonaia, si è optato invece per un cappotto esterno sempre nello stesso materiale.
I ponti termici dovuti alla presenza di una soluzione di isolamento mista interno-esterno sono stati risolti prolungando l’isolamento sia interno che esterno in modo da ottenere una sovrapposizione delle due soluzioni per almeno un  paio di metri.
Il tetto verde è stato rifatto mantenendo le travi in legno della struttura originaria. L’isolamento in lana di roccia è stato inserito sia sul lato interno che fra le travi. La presenza di una superficie d’appoggio fredda nelle facciate con isolamento interno ha  richiesto alcuni accorgimenti per evitare un ristagno di umidità sulle teste delle travi e non comprometterne l’integrità. Per questo si è pensato ad un pacchetto costruttivo per la copertura aperto alla diffusione del vapore con intercapedine ventilata.
Il solaio contro terra  è stato rimosso fino alle fondazioni per ricostituire un’ adeguata impermeabilizzazione e provvedere all’inserimento di uno strato isolante in polistirene estruso su cui posare tutti gli impianti.
Anche le posizioni e soluzioni di montaggio dei serramenti, in legno e con triplo vetro, si sono diversificate sulle diverse facciate in conseguenza delle diverse soluzioni di isolamento adottate nelle murature perimetrali. Per poter mantenere il serramento nel piano dell’isolante, nella facciata con isolamento interno il falso telaio in legno è stato fissato sul lato interno della muratura; nella facciata con cappotto esterno il falso telaio è stato invece ancorato sul lato esterno, davanti alle nuove aperture.
Molta attenzione è stata posta alla tenuta all’aria dell’edificio, sia per evitare danni al cappotto interno ma anche per poter garantire massima efficienza all’impianto di ventilazione controllata. Nell’ala ovest è stato infatti inserito un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore e scambiatore a terreno per il preriscaldamento e preraffrescamento dell’aria esterna. Questo assicura un’elevata qualità dell’aria ma soprattutto permette di controllare l’umidità interna che in interventi di questo tipo, con soluzioni di isolamento sia interne che esterne, potrebbe trasformarsi in un fattore di criticità. L’installazione di un impianto di ventilazione ha inoltre garantito una consistente riduzione del fabbisogno per riscaldamento, consentendo di risparmiare circa 4300 kWh/a di energia per riscaldamento.
Tutte le stanze dell’edificio sono riscaldate con un impianto a pavimento a bassa temperatura alimentato dalla caldaia a pellet dell’edificio principale, che nel corso dei lavori di restauro della limonaia ha sostituito una vecchia caldaia a gas. Il nuovo impianto ad energia rinnovabile e CO2 neutrale è stato finanziato mediante un sistema di energy-contracting. Allo stesso impianto è affidata anche la produzione dell’ acqua calda vista l’impossibilità, in conseguenza del vincolo posto dalla tutela dei monumenti, di installare un solare termico.

Un esempio da seguire
Grazie al suo carattere innovativo l’intervento si è trasformato in un progetto pilota che ha raccolto l’interesse di molte istituzioni. Fra queste l’EURAC, che si è reso disponibile per un monitoraggio energetico, attualmente in corso, e che interessa sia i sistemi di produzione dell’energia sia il comportamento igrotermico delle diverse soluzioni di isolamento nei punti più critici. Alla fine si potrà arrivare ad una valutazione scientifica dei risultati conseguiti che potrà servire in altre esperienze di intervento su edifici storici.
Come auspicato da Glauber la vecchia limonaia si è trasformata in un edificio CasaClima A+, senza nulla perdere del suo fascino originario. La sfida è stata vinta a dimostrazione che anche in condizioni estremamente sfavorevoli un risanamento energetico è sempre possibile. Con notevoli vantaggi non solo per l’ambiente ma anche per la conservazione del nostro patrimonio culturale.





 
Giudizio giuria
Si possono conciliare le esigenze della Sovraintendenza per i Beni Architettonici ed il consumo energetico! Un esempio che insegna.
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